MILAN : IL PRIMO ALLENAMENTO DI GATTUSO LE IMMAGINI

Milan, Montella esonerato: Gattuso è il nuovo allenatore

La società rossonera comunica il cambio: promosso dalla Primavera l’ex centrocampista.

Dopo la comunicazione avvenuta via Twitter della società rossonera avvenuta il 27 Novembre comunicando l’esonero di Vincenzo Montella, il Milan ha affidato la conduzione tecnica a Gennaro Gattuso.Vincenzo Montella in 64 partite sulla panchina dei rossoneri ha collezionato 33 vittorie, 14 pareggi e 17 sconfitte fra campionato e coppe. Una percentuale pari al 51,56% di vittorie. L’annuncio del nuovo allenatore arriva a sorpresa prima della sfida contro il Benevento e dopo il pareggio contro il Torino.Le immagini mostrano la grinta di Gattuso presentandosi al “Milanello” dicendo : “Il patentino non me l’hanno regalato, ho più di 100 gare alle spalle”.
 
LA PRIMA CONFERENZA STAMPA – La prima conferenza stampa da allenatore rossonero – dei grandi, si intende – è filata via bene, con tanti concetti interessanti e un paio di battute che Rino non ha fatto mancare.
 
PARTE FASSONE — L’introduzione è stata di Fassone: “Vorrei precisare che Gattuso non è una scelta fatta per tappare un buco o perché, come ho sentito dire, non ci sono soldi per altri allenatori, è stato scelto perché era la cosa più giusta da fare ora. Rino è la storia, conosce queste stanze, ha dimostrato di essere da Milan e ha ottenuto grandi risultati con la primavera. Non è un tappabuchi, né un paracadute. Ha accettato questo incarico con entusiasmo e umiltà, senza pretendere nulla. Abbiamo la consapevolezza e la certezza che farà bene, da qui a fine stagione ci sono ancora oltre 70 punti a disposizione, dopodiché faremo i conti e tireremo le somme. Montella? Ho sentito parlare di fulmine a ciel sereno, ma il cielo così sereno non era, basta guardare la media punti e potrei andare avanti con le statistiche. Con molta sofferenza è arrivata questa decisione, perché il progetto non stava andando avanti come volevamo. Montella comunque era e resta un ottimo allenatore, è grazie a lui se siamo tornati in Europa, se ci sono stati errori li abbiamo fatti tutti. Infine, un’ultima precisazione: Mirabelli ha la massima fiducia mia e della proprietà, è stata la mia scelta, la mia prima scelta”.
 
 
ESPERIENZA — Il d.s. sorride, annuisce, e si siede accanto a Gattuso. “Rino ha caratteristiche importanti e concetti che mi piacciono molto, c’è chi pensa che sia inesperto, io invece dico che ci può dare qualcosa di importante”, racconta Mirabelli. In pratica, un assist all’allenatore, che sviluppa meglio l’argomento: “Sembra che in questi anni io abbia allenato solo gli Esordienti, ma in realtà ho più di 100 partite sulle spalle in campionati diversi. Trovo anche riduttivo parlare sempre del Gattuso calciatore grintoso e rabbioso, vorrei ricordare che sono stato a Coverciano, il patentino non me l’hanno regalato e le partite si preparano anche con la tecnica e la tattica, non solo con cuore, grinta e cattiveria. Non mi sento un traghettatore, potrei pensarlo se mancassero quattro partite. So di non piacere a tutti, ma io so quali doti io e cosa posso dare”. Giusto per chiarire un paio di concetti che evidentemente gli stanno a cuore.
 
I SINGOLI — Un giornalista cinese gli spiega che in Cina sono molto incuriositi dal fatto che dopo il numero 10 di Seedorf e il numero 9 di Inzaghi ora ad allenare il Milan ci sia il numero 8 di Gattuso: “Speriamo non si scenda ancora di un numero – scherza Rino -. Non voglio fare la loro fine. Diciamo che se avessi pensato al rischio, non sarei andato a Creta, per esempio. Io sfrutto al massimo le possibilità del presente e poi domani è un altro giorno. In ospedale ci vado solo dopo essermi rotto la testa, non prima”. Altri passaggi interessanti su qualche singolo: “La fascia di capitano non cambierà, resta a Bonucci. André Silva? Ha grandissime qualità, ma occorre che giochi di più per la squadra, e occorre anche metterlo in condizioni affinché lo faccia. Fa cose belle, ma solo a livello personale. Cutrone? Parte sullo stesso livello di Kalinic e Silva, ha il veleno addosso, non si ferma mai, è un tarantolato, c’è bisogno di questo spirito. Suso? Mi incuriosisce se davvero può giocare soltanto largo come si dice, vediamo se è davvero così”. Gattuso ha raccontato bene di non voler essere identificato solo per l’aspetto agonistico, ma poi si mette a ridere e dice: “Che cosa mi hanno scritto tutti coloro che ieri mi hanno mandato messaggi? Il tenore era più o meno lo stesso: picchia duro…”.

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